IL MESENCHIMA: COS'E' E PERCHE' E' IMPORTANTE DRENARLO

29.09.2017

Le cellule del corpo umano sono immerse in una sostanza acquosa, il liquido mesenchimale o tessuto connettivo lasso, che è composta principalmente da liquidi, fibre, soluti e alcuni tipi di cellule. Tale sostanza è presente ovunque nel nostro organismo e rappresenta l'unico sistema di regolazione fondamentale, in grado di permettere il corretto svolgimento delle funzioni cellulari e tissutali. Attraverso questo liquido, infatti, avvengono alcuni numerosi passaggi: quello dello sostanze nutrienti ( ossigeno, proteine, minerali, ecc.) dal sangue alle cellule; quello delle scorie metaboliche dalle cellule ai capillari linfatici; quello degli impulsi tra cellule e sistema nervoso e infine il passaggio degli ormoni dal sangue alle cellule. Pertanto,le nostre cellule svolgono le proprie funzioni vitali attraverso il liquido mesenchimale che regola lo stato di benessere dell'organismo, considerato come equilibrio biochimico, metabolico e neuroendocrino. Indispensabile è quindi mantenere sano ed efficiente questo importante sistema di regolazione. Come? Favorendo il ricambio dei liquidi e mantenendo quanto piu' possibile inalterato il grado di acidità (PH) e la giusta fluidità del mesenchima, che così potrà fungere da mediatore. Il mesenchima rappresenta una sorta di"spugna metabolica" , in grado di trattenere le scorie che i sistemi emuntori prioritari ( fegato, polmoni e reni ) non sono riusciti ad eliminare.Una delle funzioni del connettivo è, come già detto, quella di essere ricettacolo di tossine che vengono convogliate dal sangue ed immagazzinate nel connettivo stesso. Queste tossine provengono principalmente dal metabolismo cellulare (tossine endogene) ed anche dall'esterno, per esempio i virus, i batteri, i farmaci, i metalli pesanti, varie sostanze chimiche, ecc. (tossine esogene). 

Sia le tossine endogene che quelle esogene ogni giorno devono essere smaltite e tale lavoro viene effettuato dal sistema linfatico che, proprio come un operatore ecologico, porta via giornalmente i rifiuti che si sono accumulati.Per consentire ciò il connettivo, nell'arco delle 24 ore, attraversa due fasi di circa 12 ore ciascuna: una fase di smaltimento di scorie metaboliche e sostanze estranee, ed una fase di ricostruzione della matrice connettivale e delle sostanze indispensabili alla vita delle cellule.
In ogni fase il connettivo cambia la sua struttura. Nella prima fase della giornata, che va dalle 3 alle 15 circa, esso appare come una gelatina sciolta, solubilizzata (stato di sol) ed in questa prima parte della giornata avviene la demolizione e lo smaltimento di scorie e proteine (fase di smaltimento).
Nella seconda fase, che va dalle 15 alle 3 circa, il connettivo appare, invece, come una gelatina che si ricondensa (stato di gel) ed in questa seconda parte della giornata avviene la ricostituzione della matrice connettivale e delle proteine (fase di ricostruzione).Questo equilibrio, però, può rompersi per una serie di ragioni: ad esempio, per un trauma, infezioni virali o batteriche, insufficienza funzionale del sistema linfatico, eccessiva produzione di tossine dovuta ad errata alimentazione o all'assunzione di sostanze chimiche, ecc.
Tutti questi eventi portano ad un aumento di scorie nel connettivo.
Quando l'organismo è particolarmente sovraccaricato da questo punto di vista, si mettono in moto meccanismi di detossicazione e drenaggio supplettivi, grazie alla produzione di alcuni enzimi (per es. la ialuronidasi) che producono uno stato continuativo di sol del connettivo (fase di smaltimento): questa fase, però, non dura più solo 12 ore, ma continua fino a quando non viene ottenuta una pulizia profonda e completa.
Tale meccanismo supplettivo prende il nome diINFIAMMAZIONE!
Quindi la gelatina disciolta (stato di sol) della matrice connettivale rigelificherà (stato di gel) solo quando sarà fatta completa pulizia del connettivo stesso.
Solo allora, dopo aver svolto la sua funzione di drenaggio supplettivo, l'infiammazione finirà e verrà ripristinato il normale bioritmo giornaliero tra fase di sol e fase di gel del connettivo.
Da questa prospettiva l'infiammazione e, ovviamente, la febbre che ne costituisce il sintomo più generale, rappresentano un meccanismo biologicamente opportuno e non una malattia da combattere come, invece, vengono normalmente considerate.
La scienza, negli ultimi anni, ha dimostrato che il nostro sistema immunitario inizia a funzionare in maniera ottimale a partire da una temperatura di 38,4° C.
Inoltre, nei centri più all'avanguardia nella cura dei tumori viene usata l'ipertermia, cioè l'induzione di un'infiammazione molto alta prodotta artificialmente nella zona da trattare, proprio perché si produce un forte stimolo immunitario. Se l'infiammazione e la febbre non vengono considerate c orrettamente, cioè come meccanismi biologicamente opportuni, bensì come malattia da combattere, si cercherà, ovviamente, di combatterle con anti-infiammatori, antibiotici, cortisonici, ecc.
Tutti questi farmaci hanno una caratteristica comune, quella di produrre un immediato viraggio dalla fase di sol (fase in cui agisce l'infiammazione) a quella di gel (stasi), senza prima aspettare che sia stata fatta "pulizia".
Di conseguenza, si produrrà una gelificazione forzata del connettivo e quindi l'infiammazione passerà, così che medico e paziente saranno apparentemente soddisfatti del risultato ottenuto, convinti di aver ottenuto la guarigione eliminando i sintomi.
In realtà tale guarigione è solo apparente perché il fine ultimo, la causa per cui si era accesa l'infiammazione, non è stato raggiunto: le tossine rimangono nel connettivo ed il problema è solo rimandato.
Infatti, una volta passato l'effetto dei farmaci gli stessi stimoli che avevano provocato il primo episodio di infiammazione ne faranno riaccendere un altro.
Purtroppo medico e paziente tenderanno a riprodurre lo stesso meccanismo ogni qual volta si ripresenti un'infiammazione, accorgendosi però che gli effetti ottenuti non sono più quelli attesi in quanto, nel corso del tempo, le infiammazioni si riaccendono sempre più frequentemente e non sono più facilmente gestibili.Sopprimendo sistematicamente le infiammazioni abbiamo visto che si produce un accumulo sempre maggiore di tossine in quanto se ne impedisce il drenaggio per lunghi periodi.
In tal modo il connettivo si "impregna" sempre più profondamente di tossine ed è sempre più intasato di sostanze estranee (proteine batteriche, virus, sostanze chimiche, ecc.).
L'uso dei farmaci (anti-infiammatori, antibiotici, cortisonici, ecc.) provoca, come già detto, un viraggio forzato verso la fase di gel senza che si sia prima pulito il connettivo.
Ma noi sappiamo anche che la fase di gel è caratterizzata dalle nuove sintesi proteiche che dovrebbero essere attuate in un connettivo "pulito".
Se, invece, si verificano sintesi proteiche in un connettivo sempre più contaminato, "impregnato di materiale estraneo" (ripetiamolo, proteine batteriche, virus, molecole chimiche e farmacologiche) si produrranno nuove proteine che, purtroppo, includeranno nella loro struttura anche materiale estraneo all'organismo, cioè non proprio (non self).
Detto in altri termini, si produrranno delle "proteine anomale" in quanto formate non solo da materiale proprio (self) ma anche da "pezzi" estranei (non self).
Verranno sintetizzate quindi quelle strutture abnormi che i tedeschi hanno chiamato "proteine selvagge".
Queste proteine anomale saranno considerate estranee (non self) dal nostro sistema immunitario che, quindi, le attaccherà.
Infatti, nonostante le proteine selvagge siano costituite quasi totalmente da molecole proprie dell'organismo contengono nella loro struttura anche piccole parti estranee sufficienti a far considerare queste proteine "non opportune" e quindi da combattere da parte del sistema immunitario: si creano così le basi della malattia autoimmune.
Per essendo state classificate svariate malattie autoimmuni abbiamo volutamente parlato dimalattia autoimmune al singolare in quanto essa è la malattia del connettivo e, poiché il connettivo è ubiquitario (in quanto è presente ovunque nell'organismo) la classificazione delle malattie autoimmuni dipende solo da quale zona connettivale viene colpita (per esempio, laSclerodermia al livello del derma, il Morbo di Crohn e la Rettocolite a livello intestinale, l'Artrite Reumatoide a livello delle articolazioni, la Sclerosi Multipla a livello della guaina mielinica, laGlomerulonefrite a livello renale, la Tiroidite al livello della tiroide, ecc.)Alla luce di quanto detto è evidente che negli ultimi anni l'uso indiscriminato ed inopportuno di farmaci anti-infiammatori sia stato accompagnato da un forte aumento statistico della patologia autoimmune.